S. Andrea Corsini - 50° dell’istituzione della Parrocchia in Montevarchi

4 febbraio 2018 Solennità

Titolare S. Andrea Corsini- Parrocchia di Montevarchi

Omelia del vescovo Mario

Carissimi fratelli e sorelle,

E’ una grazia del Signore la presenza “corporale” di S. Andrea in questa chiesa a lui intitolata. È un evento straordinario per celebrare solennemente il 50° anniversario della costituzione di questa parrocchia. È anche una opportunità meravigliosa per metterci ancora una volta sotto la protezione di S. Andrea e riceverne beneficio spirituale per noi, per le nostre famiglie, per la comunità intera.

Quale beneficio?
Ognuno può accogliere con gioia e chiedere con fiducia quello che lo Spirito Santo suggerisce e concede. Da parte mia, guardando all’esempio di S. Andrea, desidero evidenziare e incoraggiare due caratteristiche, ben consolidate, di questa bella comunità.

 

La preghiera incessante

Penso alla preghiera costante di s. Andrea nella comunità del Carmelo a Firenze. Agli agi e agli svaghi che la sua nobile condizione poteva offrirgli, egli preferì il nascondimento del chiostro, il raccoglimento della cella, la contemplazione prolungata alla presenza del Signore. Durante il suo ministero di vescovo a Fiesole, oberato da mille impegni pastorali, trovava sempre il modo di ritirarsi spesso in preghiera e non di rado scendeva solitario alla Badia per unirsi ai monaci nel coro. Stare alla presenza del Signore era la sua forza, era la sorgente fresca e zampillante per il suo ragionare e il suo operare.

Penso alla vita di preghiera che caratterizza questa parrocchia, alla adorazione continua che sostiene ogni iniziativa e ogni attività.
Non una preghiera che distoglie dalle gioie e dai doveri della famiglia, che allontana dalle fatiche e dalle responsabilità del lavoro, che estranea dalle urgenze e dagli impegni della vita sociale, ma una preghiera che tutto ispira, tutto qualifica e tutto sostiene.
La preghiera autentica non è mai una evasione, ma è contemplazione acuta e intelligente: contemplazione di Dio e della sua presenza nella nostra storia, contemplazione di noi stessi e degli altri nella luce di Dio e della sua grazia. Il vero realismo, la concretezza autentica della vita, la forza per esprimere la nostra dignità e la nostra libertà di cristiani, la costanza per assumere le responsabilità familiari e civili vengono proprio dalla preghiera semplice e intensa dei puri di cuore.
Sia sempre più questa chiesa una casa di preghiera: preghiera di tanti per tutti, sull’esempio di S. Andrea, perché ciascuno possa ricevere sempre da Dio grazia e misericordia.

 

Ricucire il tessuto sociale e restaurare la solidarietà

Un’altra caratteristica fondamentale di S. Andrea Corsini è stata la sua attività instancabile per costruire la pace: per mettere pace nella Chiesa, che proprio in quell’epoca ha vissuto uno dei momenti più delicati e incerti della sua storia; per mettere pace nella società civile, continuamente esasperata da lotte e guerriglie. Andrea è uomo di pace. Con lo stesso zelo con cui si dedicava alla preghiera, egli si dedicava a curare gli appestati e si impegnava a ricucire le relazioni fra le persone e i gruppi. Soprattutto nel corso del suo ministero di vescovo l’opera di pace è stato un suo impegno costante.

Penso alle urgenze della nostra società contemporanea, così frantumata nella sua compagine. Se non stridono le armi, tuonano le parole. A volte sono parole che tagliano come fendenti e aprono ferite, a volte sono parole che dilagano come veleni e creano epidemie. Non mi riferisco tanto alla campagna elettorale, che per natura sua è tempo di polemiche e di assalti, anche se in ogni caso c’è la necessità di pensare al dopo, quando sarà comunque inevitabile raccogliere i cocci e cercar di costruire un futuro. Mi riferisco ad un problema ben più vasto e purtroppo anche più duraturo: impressiona sapere che popoli di tradizione cristiana coltivano ed esprimono progetti di esclusione e di intolleranza; fa male constatare che, pur di guadagnare qualche attenzione e qualche ascolto, i mezzi di comunicazione si rivolgono più alla pancia che alla intelligenza dei cittadini, per cui alimentare le polemiche diventa un gioco, suscitare gli scontri una abilità professionale, stimolare le divisioni un obiettivo da raggiungere. Stiamo assorbendo la cultura del “contro”, non lo stile del “pro”. Di conseguenza gli stranieri saranno sempre invasori, i fedeli di altre religioni saranno oppressori, chi ha una sensibilità diversa sarà un nemico, lo sconosciuto un possibile aggressore… “in questo mondo non ci si può più fidare di nessuno”. All’interno stesso delle famiglie si crea una mentalità di autodifesa contro le presunte ingerenze di chi mi sta accanto, si afferma la ricerca del “faccio quello che mi pare”, a danno dei legami stabili di affetto... È un quadro pessimista? Purtroppo è una minaccia reale.

Per questo guardo con grande fiducia alla vostra bella comunità di S. Andrea Corsini, luogo di incontro per tante persone con diverse sensibilità, diverse urgenze, diverse culture e anche diverse religioni. Luogo di incontro pacifico e sereno: dal teatro al gioco, dalle attività oratoriali e di catechesi alla preghiera, dalla liturgia alla mensa per i poveri, dal momento ricreativo nel bar alle iniziative culturali e di riflessione… tante occasioni di incontro, tante occasioni diverse, perché ciascuno possa sentirsi accolto e integrato. Una bella realtà, con 50 anni ben portati. Grazie a tutti voi e ai singoli sacerdoti che nel tempo vi hanno servito. Grazie al Signore. Un bel segno vivo nella città, un luogo dove con semplicità e speranza si costruisce la pace, si costruisce il futuro.
Il futuro avrà necessità di pacificatori. Sarà sempre più necessaria una cultura dell’incontro. La luce del vangelo genera pace e le parrocchie hanno la missione di annunciarlo a tutti.
Nei prossimi 50 anni e in futuro questa parrocchia dovrà essere ancora, sempre, luogo di pace, dove le persone imparano ad amarsi e a crescere nella reciproca fiducia. Qui ci si forma alla cultura della solidarietà e della speranza. Qui semplicemente si impara ad essere “cristiani”. Nelle famiglie i cristiani devono essere l’ago che rammenda, nella società devono proporsi come il cemento che unisce i diversi elementi.
La città (qualunque città) avrà sempre bisogno di unità, avrà sempre bisogno di concordia per essere prospera. Non c’è alternativa alla civiltà dell’amore. Non è un sogno, non è utopia, è il realismo più saggio e più concreto possibile. È l’unica via per il futuro, l’unica via sicura per l’umanità.

S. Andrea, uomo di pace, ci illumini con il suo esempio e ci accompagni con la sua protezione.
Affidiamogli nuovamente questa parrocchia a lui intitolata: questa chiesa come casa di preghiera, questi ambienti come luogo di incontro per la cultura della pace e la civiltà dell’amore.
Affidiamo a S. Andrea le nostre famiglie, perché abbiano sempre la gioia di sentirsi unite, i nostri malati e gli anziani perché trovino il desiderato conforto, i nostri giovani perché assaporino ogni giorno il gusto della speranza.
Chiediamo a S. Andrea la grazia di accompagnare qualche giovane o ragazza di questa parrocchia sulla via del sacerdozio e della vita consacrata.

Sia festa grande oggi, sulle orme di un Santo che ci indica la via giusta per vivere bene in questo mondo e ci apre la speranza di condividere con lui la gloria dei santi in paradiso.

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